Gonartrosi

Cura dell’artrosi del ginocchio a Milano

L’artrosi del ginocchio, o gonartrosi, è la più comune malattia del ginocchio in età senile. È una malattia cronico-degenerativa, che porta ad un danno articolare crescente fino a comportare un grado significativo di disabilità. Può essere grossolanamente definita una sorta di “usura” dei capi articolari, nella quale lo strato di cartilagine che riveste i condili femorali e i piatti tibiali si assottiglia progressivamente fino ad esporre l’osso sottostante. Questo reagisce addensandosi e producendo escrescenze periferiche appuntite, gli osteofiti. Anche la rotula può essere coinvolta insieme con la sua superficie di scorrimento sul femore distale (la troclea).

Il liquido reattivo che si accumula all’interno del ginocchio artrosico tende a trovare sfogo posteriormente, dove le pareti della capsula articolare sono più deboli. Si produce quindi una raccolta fluida palpabile nell’incavo del ginocchio (poplite), la cosiddetta “cisti poplitea di Baker”.

Il fisioterapista Bocor Roberto effettua a Milano tutte le specifiche terapie per contrastare l’insorgenza dei sintomi della gonartrosi e curarli dove già presenti.

Alcune informazioni

  • Ogni seduta presso il centro Bocor a Milano dura in media 30 minuti
  • Il trattamento eseguito unisce le tecniche dell’osteopatia a quelle della fisioterapia
  • I problemi alla colonna si risolvono mediamente in 4/5 sedute (da valutare nel corso della visita)
  • La durata del trattamento è da valutare
  • Prima visita conoscitiva gratuita
  • Prima visita per esame della colonna gratuita con rilascio di cartelletta con esame effettuato

Nelle fasi più avanzate della malattia la capsula articolare si ispessisce e i muscoli si retraggono fino a determinare un ginocchio rigido, in genere semiflesso e varo. La gonartrosi è una patologia tipica dell’età avanzata (oltre i 60 anni), soprattutto nelle sue forme primarie (ovvero a causa ignota), che, contrariamente all’artrosi dell’anca, prediligono il sesso femminile.

Cause dell’artrosi al ginocchio

La gonartrosi primitiva è una condizione di cui non è nota la causa determinante. L’ambito delle forme primitive è destinato a restringersi con il progredire della conoscenza della malattia. Pare che l’obesità (e quindi il maggior carico) insieme a fattori predisponenti costituzionali giochi un ruolo importante nella progressione della malattia.

Le cause più comuni di gonartrosi secondaria sono i postumi di fratture articolari del ginocchio, i malallineamenti (ginocchio varo e valgo), il disallineamento dell’apparato estensore, le instabilità (rottura inveterata dei legamenti crociati), i postumi di interventi oggi non più praticati di meniscectomia totale e quelli di osteocondrite dissecante e di osteonecrosi condilica. Raramente si riconoscono anche cause sistemiche, quali alcune malattie dismetaboliche.

Il ginocchio artrosico è dolente (gonalgia) e si acutizza con la flessione massima. Non di rado una coesistente cisti di Baker provoca una fastidiosa sensazione di tensione o pressione nell’incavo del ginocchio.

Il dolore in principio è occasionale, conseguente in genere a sforzo (es. una lunga camminata, alcune rampe di scale…), e viene prontamente alleviato dal riposo. Con il tempo, esso può divenire permanente, fino a disturbare il sonno.

Il dolore indotto dal carico determina una claudicazione di fuga: in altre parole, il paziente tende a caricare poco sull’arto dolente, accorciando la fase di appoggio sul piede corrispondente. La zoppia, oltre che da questo meccanismo protettivo, deriva anche dalla progressiva flessione del ginocchio che, non potendosi più estendere completamente, rende difficoltosa la deambulazione.

Nelle fasi avanzate, l’usura spesso asimmetrica dell’articolazione tende a determinare un mal allineamento in varo o valgo o ad aggravarne uno pre-esistente.

Come individuare la gonartrosi?

La diagnosi di gonartrosi è radiologica. La soluzione più efficace della gonartrosi è chirurgica ed è rappresentata dalla protesi di ginocchio (totale o monocompartimentale a seconda del quadro clinico).

La terapia farmacologica è essenzialmente palliativa e dovrebbe essere impiegata, in modo possibilmente ciclico e non continuativo, per alleviare i disturbi nel paziente non candidato alla protesizzazione (perché ancora poco sintomatico o inoperabile). La categoria farmacologia fondamentale è rappresentata dagli antinfiammatori/antidolorifici, mentre alcuni integratori dedicati (preparati a base di glucosamine e composti analoghi) potrebbero avere un effetto benefico nel rallentare la degenerazione del tessuto cartilagineo, ma non vi sono ancora studi adeguati che confermino questa ipotesi.

Il centro fisioterapico di Milano si occupa della prevenzione, della cura e di consigliare trattamenti specifici e personalizzati per superare la fase post-operazione e di riabilitazione.

 

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Le pagine hanno solo finalità divulgative ed educative, non costituiscono mezzo per autodiagnosi o di automedicazione, non sostituiscono la visita medica, che rappresenta il solo strumento per impostare un efficace trattamento terapeutico.